E’ la cultura del telefonino, se vogliamo.

Quella dove non guardi in faccia le persone. Tutto quello che sono resta racchiuso in pochi pixel di icona, in cuoricini su frasi e foto di cui davvero non ci importa; e la realtà fugge, persa in mille ruscelli di dati che guizzano nell’aria invisibili.

Se una persona cessa di essere una persona reale, un frammento dell’esistente, ed inizia ad essere solo un concetto, un qualcosa di astratto, come una frase, come una foto, allora come una foto la puoi cancellare, come una frase la puoi eliminare.

Se non ti piace, se ti infastidisce, se non ha abbastanza like per sopravvivere allora la rimuovi. Come non fosse mai esistita. Nell’era dell’informazione se controlli l’informazione puoi pensare di controllare anche le persone. Di poterle rimuovere. Se non ne hai sentito parlare non esiste.

Cosa possono importare allora due mani che non toccheranno mai un telefonino, due occhi che non vedranno mai uno schermo? La persona attaccata a quelle mani, quegli occhi è inutile. La sua esistenza è un’offesa alla normalità, è intollerabile. Va eliminata. Erasa.

Il telefonino, lui, non ha colpa. E’ solo un simbolo. E’ il feticcio di questa età che ha smarrito la meraviglia per cos’è vero. Rimuovere ciò che è scomodo è connaturato all’essere umano. Da quando Caino ha provato ad eliminare lo scomodo Abele, o prima ancora. E’ il credersi alla pari con Dio, la brama di decidere di ogni cosa.

Così non ci dobbiamo meravigliare se dei giudici hanno deciso della morte di un bambino “per il suo bene”. Si preoccupano per lui, con le migliori intenzioni. E’ inutile: non sa usare il cellulare, perciò non può essere felice. Perché si dovrebbe permettergli di vivere?

Disturba la cultura del telefonino, la felicità per tutti a dieci euro al mese. Come, prima di lui, è stato necessario eliminare altri irresponsabili che disturbavano la cultura della razza, del popolo, di questo desiderio di dominio assoluto. Meno male che ci sono i custodi che provvedono. Non sarà la ragione, o la logica a fermarli. Non illudetevi che possano adeguarsi al vero. Non capite? Sono su un altro piano, in un’altra cultura.
Cosa vi attendevate, che il giudizio fosse rovesciato, che andassero contro i loro colleghi? Era tutto deciso, da molto. Che il bambino muoia, per il bene di tutti. E’ ingeneroso il paragone che alcuni hanno fatto con Pilato. Pilato, Gesù tentò almeno di salvarlo.

Così un altro innocente morirà, perché disturbava. Non vi preoccupate: l’innocenza, come la persona, è un concetto astratto.

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